Il Ginocchio del saltatore

Il Ginocchio del saltatore

L’estensione del ginocchio è permessa da uno dei muscoli più grossi e forti che abbiamo, il quadricipite.

I quattro ventri muscolari che lo compongono (vasto mediale, vasto laterale, retto femorale e vasto intermedio) collegano il bacino e il femore alla tibia tramite il tendine quadricipitale, che una volta raggiunta la rotula, diventa tendine rotuleo per inserirsi sulla tibia a livello dell’apofisi tibiale anteriore. Grazie a queste connessioni, la contrazione del quadricipite, mettendo in tensione il tendine quadricipitale e quello rotuleo, permette l’estensione del ginocchio.

Il ginocchio del saltatore è il ”nome d’arte” della tendinopatia rotulea, riferendosi ad una condizione di dolore di ginocchio dovuto a piccole lesioni del tendine rotuleo, associato a sport di salto o in cui è richiesta velocità e potenza dei muscoli estensori. 

Più che una patologia infiammatoria, è una patologia degenerativa – ovvero cambia la struttura del tendine - dovuta ad un sovraccarico degli estensori del ginocchio a causa di movimenti ripetitivi di salto, atterraggio, accelerazione, decelerazione e cambio direzione.

La diagnosi viene fatta grazie all’esame clinico, alla storia dell’atleta e ad esami diagnostici come l’ecografia e la risonanza magnetica. L’atleta lamenta un dolore localizzato, a volte anche dopo essere stato seduto a lungo, solitamente durante attività che richiedono il lavoro degli estensori del ginocchio e cessa appena il gesto sportivo è concluso. Il dolore è più comunemente appena al di sotto della rotula. 

A volte la causa di un eccessivo stress sul tendine rotuleo è dovuto a squilibri di forza o ad alterazioni dell’asse dell’arto inferiore (piede piatto, ginocchio varo-valgo, allineamento della rotula, rotazione delle tibie…).

La maggior parte degli sportivi con questa problematica viene gestita con un programma riabilitativo. Le infiltrazioni di cortisone sono controindicate per il rischio di rottura dei tendini. L’immobilizzazione è sconsigliata, per evitare rigidità ed eccessivo calo del tono muscolare. Va modulata l’attività sportiva, evitando salti ed eccessivo carico sul ginocchio, va aumentata la flessibilità di quadricipite ed ischiocrurali. L’allenamento eccentrico – durante il quale il muscolo produce forza, anziché accorciandosi, allungandosi - è stato visto essere efficace come l’intervento chirurgico, ed è il trattamento di scelta. Col tempo sono stati individuati trattamenti adiuvanti come le infiltrazioni di PRP e di acido ialuronico, le onde d’urto e il dry-needling . In caso di lesioni tendinee o di una tendinopatia non responsiva al trattamento riabilitativo dopo diversi mesi, si può pensare ad un intervento chirurgico in cui viene asportato il tessuto tendineo degenerato.

Il processo di ritorno allo sport può essere lungo e dipende dalla gravità della condizione e da quanto tempo è in corso. 

Ci sono altre patologie che vanno escluse prima di poter fare diagnosi di tendinite rotulea e per questo è importante rivolgersi ad uno specialista per poter intraprendere il percorso diagnostico-terapeutico corretto.

 

Riferimenti

Santana JA, Mabrouk A, Sherman Al. Jumpers Knee. [Updated 2023 Apr 22]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2023 Jan-. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK532969

Rodriguez-Merchan EC. The treatment of patellar tendinopathy. J Orthop Traumatol. 2013 Jun;14(2):77-81.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3667373/