Nella voce di menù dedicata (e al LINK) è online la nuova sezione dedicata al Progetto Talento 2026, la maxi-iniziativa FIDAL Lombardia a sostegno dei migliori prospetti dell’atletica lombarda con il preziosissimo supporto di Regione Lombardia. Il Pr...
Nella mattinata di oggi lunedì 29 giugno si è spenta la signora Katia, moglie di Guido Sgherzi, storico tecnico bergamasco di lanciatori e lanciatrici di punta del movimento lombardo componente in passato anche della Struttura Tecnica Regionale FIDAL Lombardia: all’allenatore di Brembate Sopra (Bergamo), legato a livello di club all’Atletica Bergamo 1959 Oriocenter, e alla sua famiglia va l’affettuoso abbraccio del presidente Luca Barzaghi, del Consiglio Regionale FIDAL Lombardia e di tutta l’atletica lombarda.
Una notizia tragica scuote lo sprint lombardo: nella mattinata di martedì 23 giugno è mancata a soli 45 anni l’ex velocista Simona Capano. Nata il 15 novembre 1980, la sprinter di Bollate (Milano) ha vissuto la propria carriera attraverso le maglie di Snam, Nuova Atletica Fanfulla Lodigiana e Atletica Brescia 1950, centrando con i colori lodigiani i risultati più importanti: spiccano sui 200 metri i due argenti ai Campionati Italiani Assoluti, al coperto nel 2005 e all’aperto a Torino nel 2006 con il personale a 23.95. Nel 2005 aveva coronato il sogno di vestire i colori della Nazionale affrontando la 4x200 a Glasgow, in Scozia, nel pentagonale indoor con Gran Bretagna, Francia, Russia e Svezia; l'anno successivo avrebbe poi disputato il triangolare Italia-Russia-Cina giungendo in quinta posizione sui 200m in 24.29 controvento. Chiusa la carriera da atleta aveva intrapreso il percorso da allenatrice per la Cinisello Balsamo Atletica, che aveva portato avanti negli ultimi anni nonostante la malattia. Le esequie saranno celebrate alla Parrocchia San Martino di Bollate (Milano) giovedì 25 giugno alle ore 15:30.
Il presidente Luca Barzaghi, il Consiglio Regionale FIDAL Lombardia e tutta l’atletica lombarda si stringono con grande affetto attorno alla famiglia di Simona in questo momento di grande dolore.
È mancato nella notte a 90 anni (sarebbero stati 91 il 29 settembre) Gianfranco Baraldi, mezzofondista azzurro plurititolato negli Anni Cinquanta e Sessanta e poi protagonista anche sulla scena politica della sua Bergamo. Legato a livello di club soprattutto alla Libertas Bergamo, Baraldi conquistò tre titoli italiani Assoluti negli 800m (1956, 1958 e 1959), quattro nei 1500m (1955, 1956, 1957 e 1958), uno nei 5000m (1957) e uno nel cross (1958): in maglia della Nazionale corse gli 800m ai Giochi di Melbourne 1956 e Roma 1960, disputando in Australia anche il miglio metrico, e difese i colori dell’Italia anche agli Europei 1958 a Stoccolma (Svezia). A livello cronometrico resta nella storia italiana dell’atletica il 3:47.8 corso a Budapest (Ungheria) il 19 agosto 1956 per superare dopo quasi un quarto di secolo il “mitico” primato italiano di Luigi Beccali (3:49.0), nel 1933 anche record del mondo.
Il presidente Luca Barzaghi, il Consiglio Regionale FIDAL Lombardia e tutta l’atletica lombarda si stringono con affetto attorno alla famiglia Baraldi in questo momento di grande dolore.
Riportiamo il ricordo scritto da Fausto Narducci per Fidal.it a celebrare l'atleta e l'uomo Baraldi.
Da qualunque parte si guardino la carriera e la vita del più grande protagonista dall’atletica bergamasca (la definizione è del giornalista e “storico” locale Paolo Marabini e quindi non ci possono essere dubbi) poi presidente dell’Associazione Azzurri d’Italia e assessore allo sport del Comune di Bergamo ci si imbatte in episodi, aneddoti e tappe significative che fanno la grandezza di Baraldi al di là dei risultati sportivi, sul cui valore pesano purtroppo le anticipate eliminazioni a due Olimpiadi (Melbourne ’56 e Roma ’60) nelle tre gare a cui ha partecipato. Parliamo comunque di un grande talento del mezzofondo costretto a interrompere la carriera a soli 26 anni per problemi a un ginocchio senza poter esprimere appieno il suo potenziale.
Giochi della Gioventù Quando nel post-carriera il pirotecnico Gianfranco prendeva il microfono nelle varie manifestazioni a cui partecipava, la principale difficoltà era toglierglielo di mano non tanto per la difficoltà a mollarlo da parte sua ma perché erano tali l’arguzia e la simpatia dispensate che a nessuno piaceva interromperlo. Curioso era stato anche il suo avvicinamento allo sport, voluto dal suo insegnante di Educazione Fisica, Amerigo Breno, all’Istituto di Avviamento Commerciale “Amedeo di Savoia” che lo vedeva arrivare ogni di corsa dalla sua casa di via Sudorno nella Città Alta. Per partecipare ai Giochi Studenteschi del ’51 servì però “nascondere” il certificato medico che lo definiva “non idoneo alla pratica sportiva”. Meno male, perché Gianfranco a partire da allora cominciò a vincere tutto collezionando 9 tricolori assoluti, 12 primati italiani, 17 presenze in nazionale A, due partecipazioni alle Olimpiadi e una agli Europei. A 19 anni, con la maglia della Libertas Bergamo, era già capace di correre gli 800 in 1’56”1 e di vincere i Tricolori di cross terza serie. Nel ’55 non aveva compiuto ancora 20 anni quando il 10 luglio 1955 debuttò in maglia azzurra in Italia-Grecia. Il titolo italiano dei 1500 (e il secondo posto negli 800) in quello stesso anno, il 2 ottobre a Milano, avrebbe aperto la sequenza dei suoi 9 tricolori fra pista e cross.
L’eredità di Beccali L’eredità del mitico Luigi Beccali gli calò definitivamente sulle spalle quando il 19 agosto 1956, al meeting di Budapest, Baraldi volò sui 1500 in 3’47”8 cancellando dopo 23 anni il 3’49”0 (anche record mondiale) ottenuto a Milano il 17 settembre 1933 dall’olimpionico di Los Angeles ’32. La stanchezza si fece però sentire alle Olimpiadi di Melbourne, disputate a fine novembre, dove gli 800 e i 1500 gli riservarono l’eliminazione in batteria sia negli 800 (1’51”90) sia nei 1500 (3’52”20).
Rischio di morire Proprio a quell’Olimpiade è legato però uno degli episodi che Baraldi ricordava sempre nelle sue intemerate sul palco quando gli toccava di raccontarsi. Rimasto a Melbourne, come imponevano i lunghi tempi di viaggio, durante una partita di calcio con la nazionale olimpica di atletica e ciclismo, Gianfranco finì contro il filo di ferro steso dalla delegazione sovietica costretta a vivere per ragioni politiche fuori dal Villaggio. Con la giugulare quasi tranciata finì così in ospedale dove una “conoscenza” lo indusse ad allungare il viaggio passando dal Canada e presentandosi a casa, senza avvertire, con un mese di ritardo.
Verso Roma Il quadriennio di avvicinamento a Roma ’60 rappresenta il top della carriera di Baraldi che agli Europei di Stoccolma 1958, nonostante il record italiano di 3’42”3, non superò il turno (quinto) in una batteria di valore superiore alla finale. Se la cavò meglio negli 800 raggiungendo la semifinale. La vittoria nella Cinque Mulini, pochi giorni dopo aver tolto il gesso per uno strappo alla gamba destra, sembrava il miglior viatico per l’Olimpiade di Roma ’60 dove invece si fermò ancora in batteria negli 800 chiudendo in pratica la carriera ad alto livello, per i persistenti problemi tendinei a un ginocchio. L’addio ufficiale nel campionato lombardo di cross ad Azzano San Paolo a inizio ’62.
Maglia azzurra La maglia azzurra gli era rimasta comunque tatuata sul cuore tanto da assumere la carica di presidente dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia che mantenne per molti anni e lo fece conoscere in giro per la penisola. Ed è a Baraldi che si deve l’intitolazione dello stadio Azzurri d’Italia di Bergamo. Nel frattempo, si era dedicato alla produzione e alla commercializzazione di abbigliamento sportivo diventando dirigente di società e abbracciando poi la carriera politica in cui raggiunse posizioni di primo piano nella sua Bergamo con la delega allo sport a inizio anni Novanta e l’incarico di assessore allo sport nel ’99.
Baraldi lascia la moglie Mary e i figli Barbara, Paolo e Cristina. A portare avanti la sua eredità di divulgatore sportivo sarà soprattutto Barbara, sempre al suo fianco nelle occasioni pubbliche, che si era fatta conoscere accompagnando tanti atleti americani (in particolare Michael Johnson) nei meeting europei ed è stata fra i fondatori di La-CRO.S.S., l’associazione dei Cronisti e Storici dello Sport.
I funerali si terranno domani, 20 giugno, presso la Parrocchiale di San Colombano alle 15,30.
Nella foto: Baraldi nel 2017 tra Matteo Giupponi e Gelindo Bordin.
Aria di festa per il mondo della marcia all’Arena Civica Gianni Brera di Milano dove Sandro Damilano, storico allenatore e responsabile del tacco e punta azzurro, ha presentato il suo “The fantastic journey into the World Race Walking”, con contributi di Nicola Maggio, di Maurizio e Giorgio Damilano e prefazione di Nicola Roggero, voce dell'atletica su Sky Sport. In platea il presidente FIDAL Lombardia Luca Barzaghi, il fiduciario tecnico regionale Graziano Camellini e molti campioni del presente e del passato, dai fratelli Giorgio e Maurizio Damilano (oro olimpico e mondiale), al campione olimpico Ivano Brugnetti, dal campione del mondo Michele Didoni, ad altre medaglie iridate come Gianni Perricelli, Giorgio Rubino, Eleonora Giorgi, fino a molti altri protagonisti della marcia come Lorenzo Civallero, Matteo Giupponi, Valentina Trapletti, Federica Curiazzi, Sofia Fiorini, Aldo Andrei e gli allenatori Antonio La Torre, VittorioVisini, Alessandro Gandellini, Enzo Fiorillo, Ruggero Sala. “Ho iniziato a prendere appunti sui miei fratelli durante il primo allenamento nel 1972 - racconta Sandro Damilano - Dieci minuti di esercizi e cinque volte i 400 metri. Da quel giorno ho tenuto tutti i quaderni di una carriera, fino a quando nel 1992, dopo l’addio all’agonismo di Maurizio, ho continuato ad aggiornarli anche dal pc, fino ad oggi, scoprendo sempre più complessità e rendendoli il faro illuminante per comprendere i cambiamenti della specialità e per aggiornare il mio lavoro metodologico e tecnico”. “Di Sandro si possono dire un’infinità di cose, ma una è senz’altro la più importante per la nostra disciplina: per la marcia è stato l’anno zero di una rivoluzione metodologica - sottolinea il DT La Torre, già allenatore di Ivano Brugnetti nelle vittoriose Olimpiadi di Atene 2024 - Grazie alla sua inventiva, originalità e al suo studio si è passati dalle sessioni di quattro ore e mezza dei tempi mitici di Abdon Pamich alla marcia dei giorni nostri”.
Questa è una settimana ad altissima ‘densità’ letteraria-editoriale per l’atletica lombarda: giovedì 18 giugno (ore 18:30) la Libreria Mondadori in Piazza Duomo a Milano ospiterà infatti la presentazione di “Allenare diversamente-per uno sport sano e performante”, volume scritto dal vicedirettore tecnico della Nazionale (con delega alla Metodologia e allo Sviluppo Tecnico Nazionale) e allenatore di lunghissimo corso Alessandro Donati assieme a Francesco Marcello.
Giovedì 18 giugno (ore 18:30) la Libreria Mondadori Duomo in Piazza Duomo a Milano ospiterà la presentazione di “Allenare diversamente-per uno sport sano e performante”, volume scritto dal vicedirettore tecnico della Nazionale (con delega alla Metodologia e allo Sviluppo Tecnico Nazionale) e allenatore di lunghissimo corso Alessandro Donati assieme a Francesco Marcello. Il vernissage dell’opera, edita da BUR Rizzoli e impreziosita dalla prefazione di Julio Velasco e dall'introduzione redatta da Giovanni Malagò, sarà condotto dal Direttore Tecnico e Scientifico azzurro Antonio La Torre. L’iniziativa affronta temi di grande interesse per il movimento dell’atletica: la cultura dell’allenamento, la crescita degli atleti, la tutela della salute, l’etica dello sport e il rapporto tra prestazione e formazione. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Il Centro Studi e Ricerche della Federazione Italiana di Atletica Leggera promuove la prima edizione della FIDAL Summer School, un’opportunità di formazione continua rivolta a varie categorie di tesserati, che si terrà nel periodo estivo da fine giugno a inizio agosto.
I candidati dovranno registrarsi o accedere alla piattaforma online indicata, compilare una breve scheda curriculum e un questionario conoscitivo/test di ingresso, dopodiché, una volta che avranno ricevuto conferma dell’ammissione al corso, potranno procedere al pagamento della quota di iscrizione secondo le modalità indicate. Alla fine di ogni corso verrà consegnato l’attestato di partecipazione e assegnato 1 credito formativo ai tecnici FIDAL.
Nella puntata numero sette di Atletica Magazine Lombardia si parla di salto con l’asta: Giuseppe Scordo intervista due giovani specialisti come Giorgio Valgattarri (Milano Atletica) e Bruno Ghiringhelli (ASPES), compagni di allenamento arrivati rispettivamente a 4,70 e 4,60 e protagonisti di grandi duelli in ambito lombardo in questa stagione (successo di Valgattarri ai Campionati Regionali di Società Allievi e di Ghiringhelli ai Campionati Regionali individuali Allievi). Nella chiacchierata con il direttore di Atletica Magazine si parla di un inizio stagione all’insegna di grandi progressi metrici, del minimo per gli Europei Under 18 ottenuto da entrambi e di tanto altro.
Mattinata a tutta marcia martedì 16 giugno a Milano. Alle ore 11:30 la sala conferenze del Comitato Provinciale FIDAL Milano in via Repubblica Cisalpina 1 (presso l’Arena Civica) ospiterà la presentazione di “The fantastic journey into the World Race Walking”, il libro scritto da Sandro Damilano, leggendario coach italiano della marcia che per Fusta Edizioni ha raccontato la propria lunghissima esperienza nel mondo del ‘tacco e punta’ in ogni angolo del globo. A moderare il vernissage sarà il giornalista Nicola Roggero, voce di Sky Sport per l’atletica: l’ingresso è libero.
L’appuntamento si inserisce in una settimana ad altissima ‘densità’ letteraria-editoriale per l’atletica lombarda: giovedì 18 giugno (ore 18:30) la Libreria Mondadori in Piazza Duomo a Milano ospiterà infatti la presentazione di “Allenare diversamente-per uno sport sano e performante”, volume scritto dal vicedirettore tecnico della Nazionale (con delega alla Metodologia e allo Sviluppo Tecnico Nazionale) e allenatore di lunghissimo corso Alessandro Donati assieme a Francesco Marcello.
Nel corso della seduta del Comitato Nazionale andata in scena oggi venerdì 5 giugno a Roma il presidente FIDAL Lombardia Luca Barzaghi ha ricevuto ufficialmente la Quercia al Merito Atletico di II Grado, riconoscimento conferito per il biennio 2023-24 dalla Commissione Onorificenze della FIDAL nazionale e consegnato alla massima carica dell’atletica lombarda direttamente dalla massima carica dell’atletica italiana, il presidente nazionale Stefano Mei.
Monzese, 58 anni compiuti venerdì scorso, Barzaghi vanta un luminoso passato da atleta: sette presenze in Nazionale Assoluta, tra le quali spiccano i Mondiali 1995 e gli Europei 1994 sia in maratona sia nella corsa campestre, conquistando nel cross continentale di trent’anni fa il piazzamento individuale di maggiore prestigio: un’eccellente sesta posizione da affiancare all’ottavo posto nella Coppa del Mondo di maratona 1993 con il personale sui 42,195 km (2h10:53); a squadre può vantare il bronzo ai Mondiali di mezza maratona 1995. Già dirigente di società, dal 13 ottobre 2024 presidente del Comitato Regionale dopo aver ricoperto (negli otto anni precedenti) la carica prima di consigliere e poi di vicepresidente, Barzaghi aveva ricevuto la Quercia al Merito Atletico di I Grado per il biennio 2017-18.
Tutti i lombardi che sono stati insigniti di una Quercia al Merito atletico per il biennio 2023-24 (L’ELENCO COMPLETO) verranno contattati per concordare il momento della consegna ufficiale del riconoscimento, in ogni previsto nel contesto di una manifestazione agonistica.
In giornate molto intense per le prove multiple lombarde e i suoi interpreti (il 30-31 maggio nel “tempio” di Gotzis il record italiano Assoluto di eptathlon di Sveva Gerevini, da domani venerdì 5 giugno i Campionati Italiani giovanili a Bressanone), riceviamo e volentieri pubblichiamo l’articolo di Giuliana Cassani a raccontare il compleanno speciale di un “mito” del decathlon lombardo e italiano come Bruno Poserina (nella foto, al centro con la maglietta bianca celebrativa della giornata).
Grande festa al Ghisallo, al ristorante Mirabeau con vista sulle Grigne e sul lago di Como, sabato 30 maggio per gli 85 anni di Bruno Poserina, decatleta azzurro e tecnico nazionale specialista che, insieme al figlio Beniamino, azzurro pluricampione italiano e primatista italiano di decathlon per oltre 25 anni con 8169 punti, sono entrati nella storia nazionale delle prove multiple. A festeggiare il padre, con Ben, anche il fratello e forte atleta Sebastiano, la sorella Alessandra, la moglie di Beniamino, Beatrice Lundmark, altista svizzera di fama e le nipoti Viola, Inda, Sara ed Astrid. Ad abbracciarlo anche i suoi atleti di Cesano capitanati da Roberto Brambilla con i tecnici Gigio Zuccon e Fernando Bucchioni ma anche il sindaco di Bellagio Angelo Barindelli,Rosanna Arnaboldi, oggi assessora allo sport della Città di Cesano Maderno, e, ospite davvero speciale, l’amico Piero Cassano, compositore, produttore, ex tastierista dei Matia Bazar, uno dei principali autori italiani degli ultimi trent'anni. Ma la commozione di Bruno ha raggiunto il suo record assoluto quando, al taglio della torta, gli è stato comunicato che gli sarebbe stata consegnata l’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana! Un sogno nel cassetto che va ad aggiungersi ai tanti trofei conquistati.
Nato a Zara il 29 maggio 1941, Bruno ha mosso i primi passi nelle piste di atletica da allievo vincendo subito, con la miglior prestazione italiana, i Campionati Italiani allievi di Ancona nel 1958 nel peso e nel disco. Altri due titoli italiani Juniores e alcune vittorie in vari meeting internazionali tra cui, nel 1960, ad Amburgo nel disco e, nel 1964, ad Annecy nel decathlon portato a termine, sotto la guida del CT Giorgio Oberweger, nonostante una brutta ferita, con la rottura di vari denti, rimediata durante il salto con l’asta. Infortunio che, purtroppo, gli precluse la convocazione per i Giochi di Tokyo 1964. In gara agli Europei di Budapest del 1966 e titolo italiano, nel 1967, nel decathlon dove collezionò negli anni anche 7 argenti contro avversari del calibro di Giovanni Modena, Franco Sar e Sergio Rossetti. Proprio Franco Sar, sesto ai Giochi di Roma 1960 nel decathlon, fu il suo allenatore dopo Francesco Bettella. Dall’esordio con la maglia dei Cantieri Riuniti Adriatico Monfalcone fino ad approdare, prima come operaio, nel 1961, e poi come atleta dal 1962 al 1970, al Gruppo Sportivo Lilion Snia Varedo di Romolo Giani. Capace di un record personale di 7194 punti, Poserina spesso si allenava con Franco Arese e Gianfranco Sommaggio al Parco di Monza dove, pur essendo portato per i lanci, era in grado di correre per parecchi chilometri a meno di 4’ al km. Peccato per quei 6 punti che sarebbero stati utili per staccare il biglietto per i Giochi di Città del Messico!
Poserina ha collezionato un successo dietro l’altro, step by step, anche sul lavoro: da operaio fino a divenire “quadro” nel 1990 presso la Montefibre Milano. Tecnico nazionale specialista, poi responsabile per il Comitato Regionale Lombardo delle rappresentative giovanili e, nel 1991, fu nominato caposettore per le squadre nazionali di decathlon ed eptathlon dall’allora CT della nazionale Elio Locatelli.
Tra gli atleti presenti, oltre a quelli citati, Giuliana Capitani, Alberto Agostoni, Piera Ratti, Flavia Amadeo, Ileana Cattaneo, Eugenio Gegè Ferrara, Alberto Delle Fave e il tecnico Luciano Bolognini.
Il presidente FIDAL Lombardia Luca Barzaghi, il Consiglio Regionale FIDAL Lombardia e tutta l’atletica lombarda esprimono il proprio cordoglio e si stringono con affetto attorno a Gianfranco Lucchi (già consigliere regionale FIDAL Lombardia e dal 2021 al 2024 consigliere nazionale FIDAL) e alla sua famiglia per la prematura scomparsa della moglie Laura. Le esequie saranno celebrate sabato 6 giugno alle ore 15:00 nella Parrocchia della Madonna della Misericordia a Bresso (Milano).
Scatta il blog "Track Officials", rubrica nella quale il Gruppo Giudici di Gara lombardo approfondisce alcune tematiche regolamentari di grande attualità nel mondo dell'atletica: ad aprire la serie l'analisi della regola 5.2 sul controllo scarpe e le relatve linee guida di World Athletics.
Nel video potrete trovare le risposte ad alcune domande frequenti, con l'illustrazione di modalità, tempistiche e possibili conseguenze dei controlli, sempre nel rispetto del Regolamento Tecnico Internazionale.